26 Ottobre 2026 Permessi retribuiti per motivi personali e part-time: quanti giorni spettano ai docenti?

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Permessi retribuiti per motivi personali e part-time: quanti giorni spettano ai docenti?

Quanti giorni di permesso retribuito spettano ai docenti che lavorano con un contratto part-time? È una delle domande più frequenti tra il personale scolastico, soprattutto quando si tratta di capire se e come i tre giorni di permesso per motivi personali o familiari debbano essere riproporzionati in base all’orario di servizio.

Il personale docente a tempo indeterminato e i supplenti con contratto annuale fino al 31 agosto o fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno possono usufruire dei permessi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro per motivi personali o familiari, nel rispetto delle condizioni applicabili alla propria tipologia di contratto. Per stabilire quanti giorni spettino in caso di part-time, è importante distinguere tra articolazione orizzontale e verticale.

Nel **part-time orizzontale**, il docente presta servizio in tutti i giorni lavorativi previsti, ma con un orario giornaliero ridotto. In questa situazione, il numero dei giorni di permesso non viene automaticamente ridotto in proporzione alle ore lavorate: il riferimento resta quello previsto dal contratto applicabile.

Diverso è il caso del **part-time verticale**, nel quale il servizio viene svolto soltanto in alcuni giorni della settimana oppure in periodi determinati. In questa situazione può essere necessario riproporzionare i permessi in relazione alle giornate di servizio, verificando le disposizioni contrattuali applicabili.

Per comprendere il criterio di calcolo, si possono considerare alcuni esempi indicativi. Se il docente presta servizio per tre giorni alla settimana e la scuola è organizzata su sei giorni settimanali, applicando il criterio proporzionale si ottiene un valore di 1,5 giorni annui. Se, invece, la scuola è organizzata su cinque giorni settimanali e il docente lavora tre giorni, il calcolo proporzionale porta a 1,8 giorni, con l’eventuale arrotondamento da verificare sulla base delle regole applicabili.

È importante precisare che questi esempi non sostituiscono la verifica del contratto collettivo e della specifica situazione lavorativa. Il numero effettivo dei permessi spettanti, così come le modalità di calcolo e di eventuale arrotondamento, deve essere determinato tenendo conto della tipologia di rapporto, dell’articolazione dell’orario e delle disposizioni vigenti.

Un altro aspetto da non trascurare riguarda la presentazione della domanda. La richiesta deve essere formulata secondo le procedure previste e accompagnata da una motivazione adeguata, nel rispetto delle condizioni contrattuali. Prima di inoltrarla, è quindi opportuno verificare quale disciplina si applichi al proprio rapporto di lavoro.

Il SAB invita il personale scolastico a prestare attenzione alla distinzione tra part-time orizzontale e verticale, evitando di applicare automaticamente lo stesso calcolo a situazioni lavorative differenti. In caso di dubbi, è fondamentale esaminare il contratto e l’effettiva articolazione del servizio, così da individuare correttamente i giorni di permesso spettanti.

SAB – Sindacato Autonomo di Base
Al fianco del personale della scuola.

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