4 Novembre 2026 Manovra 2027, tagli agli organici della scuola e promesse di cancellazione: Valditara apre alla modifica. Intanto proseguono le trattative sul contratto
Manovra 2027, tagli agli organici della scuola e promesse di cancellazione: Valditara apre alla modifica. Intanto proseguono le trattative sul contratto
La scuola italiana è al centro di un confronto politico e sindacale che coinvolge organici, assunzioni, investimenti e rinnovo contrattuale. La Manovra 2027 ha acceso il dibattito soprattutto per la riduzione di circa 6.974 posti tra personale docente e ATA, una misura che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato di voler provare a eliminare durante l’iter parlamentare del provvedimento. Nel frattempo, arrivano annunci sulle future assunzioni, conferme sul sistema di reclutamento attraverso le graduatorie concorsuali e nuove indicazioni dalla trattativa per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca.
Durante il Question Time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione sulla riduzione degli organici a partire dall’anno scolastico 2027/2028, Valditara ha ricostruito la storia dei precedenti interventi sul personale, attribuendo al Governo Draghi una parte rilevante dei tagli effettuati negli anni passati. Il ministro ha contrapposto a quella stagione l’azione dell’attuale esecutivo, rivendicando un incremento strutturale delle risorse destinate all’istruzione e richiamando l’aumento degli stanziamenti registrato nelle ultime leggi di bilancio.
La dichiarazione politicamente più significativa è arrivata, però, nella parte conclusiva della risposta: «Intendiamo dunque lavorare affinché durante l’iter parlamentare della legge di bilancio la misura del taglio possa essere eliminata». Un’apertura importante, che non equivale ancora alla cancellazione della norma. La riduzione degli organici resta infatti prevista nel testo in discussione e sarà necessario attendere gli eventuali emendamenti, le relative coperture finanziarie e l’approvazione definitiva della Manovra per conoscere l’esito della vicenda.
Il confronto è già entrato nel vivo in Commissione Bilancio, dove si starebbero cercando le risorse necessarie per azzerare i tagli. La questione riguarda migliaia di lavoratori e incide direttamente sulla possibilità delle scuole di garantire un’organizzazione efficiente, la continuità didattica e servizi amministrativi adeguati. Anche la previsione di una riduzione del personale ATA desta preoccupazione, considerando il ruolo essenziale svolto dagli assistenti amministrativi, dai collaboratori scolastici e dagli assistenti tecnici nella gestione quotidiana delle istituzioni scolastiche.
Nel corso dell’esame della Manovra è emersa anche la proposta di stralciare alcune disposizioni per ragioni di carattere ordinamentale, tra cui quella relativa ai libri digitali a prezzo ridotto. La misura avrebbe previsto la possibilità di acquistare versioni digitali dei testi scolastici e universitari a condizioni agevolate e di realizzarne una copia cartacea per uso personale. La proposta di stralcio non riguarda direttamente il capitolo degli organici, sul quale il confronto politico prosegue, ma conferma che il contenuto del disegno di legge è ancora oggetto di verifiche e possibili modifiche. Le audizioni parlamentari sono calendarizzate dal 9 al 12 novembre, mentre il termine indicato per la presentazione degli emendamenti è il 17 novembre.
Sul fronte del reclutamento, Valditara ha ribadito l’intenzione di garantire una cadenza annuale alle procedure concorsuali e ha annunciato circa 40.000 assunzioni di docenti per il prossimo anno scolastico. Il ministro ha inoltre confermato l’attuale sistema di reclutamento attraverso le graduatorie dei concorsi, escludendo l’ipotesi di un loro superamento. Secondo la posizione espressa dal titolare del Ministero, una revisione radicale del sistema comporterebbe la modifica degli impegni assunti nell’ambito del PNRR e potrebbe esporre lo Stato a contenziosi, anche in considerazione delle posizioni già acquisite dai candidati che hanno superato le procedure selettive.
Resta quindi centrale il funzionamento delle graduatorie concorsuali vigenti, comprese quelle dei concorsi ordinari e straordinari e le relative fasce di idonei. A queste si affiancano gli elenchi regionali introdotti per le assunzioni sui posti residui annualmente autorizzati, ai quali possono accedere, secondo la disciplina prevista, candidati che abbiano superato le prove delle procedure concorsuali interessate e non siano ancora stati assunti a tempo indeterminato. Il quadro del reclutamento continua dunque a evolversi, ma la questione fondamentale rimane la necessità di trasformare le procedure selettive in reali opportunità di stabilizzazione, evitando che vincitori e idonei restino per anni in attesa di un posto.
Il ministro ha rivendicato anche l’incremento degli stanziamenti per l’istruzione, sostenendo che l’aumento sia superiore rispetto a quello registrato nella precedente legislatura, e ha richiamato la sottoscrizione di tre contratti in meno di quattro anni. Ha inoltre citato gli investimenti per l’edilizia scolastica e i dati relativi al rapporto tra studenti e insegnanti. Si tratta di elementi che fanno parte della ricostruzione presentata dal Governo, ma che non esauriscono il problema delle condizioni concrete in cui operano le scuole. L’aumento delle risorse complessive deve infatti essere valutato anche in relazione alla distribuzione dei finanziamenti, alla consistenza degli organici, alla qualità dei servizi e al potere d’acquisto delle retribuzioni.
Un altro capitolo importante riguarda il rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca. Nell’incontro del 4 novembre all’ARAN, dedicato alla parte normativa del contratto, sono state recepite nella bozza diverse proposte relative all’organizzazione del lavoro e ai diritti del personale. Tra le novità figura l’inserimento dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale tra le materie di contrattazione integrativa a livello nazionale, regionale e di istituto. Un passaggio significativo, considerata la crescente diffusione degli strumenti digitali nelle attività didattiche e amministrative, che rende necessario definire regole chiare, tutele e responsabilità nell’impiego delle nuove tecnologie.
La bozza interviene inoltre sulla ripartizione del Fondo per le posizioni economiche del personale ATA, prevedendo che i relativi criteri siano demandati alla contrattazione integrativa nazionale. Per i viaggi d’istruzione viene confermata la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, attraverso la contrattazione d’istituto, per retribuire i docenti impegnati nell’accompagnamento degli studenti. Sono previste anche indicazioni per i docenti a tempo determinato con spezzone orario, con una disciplina più uniforme del riproporzionamento delle assenze e la salvaguardia delle attività aggiuntive continuative. Sul versante della mobilità, la bozza recepisce le disposizioni relative alle deroghe ai vincoli territoriali.
Si tratta di novità ancora inserite in un percorso negoziale e, pertanto, non tutte possono essere considerate disposizioni già definitive. Sarà necessario seguire l’evoluzione della trattativa per verificare quali contenuti entreranno effettivamente nel testo conclusivo del contratto e con quali modalità saranno applicati nelle singole istituzioni scolastiche.
Il quadro che emerge è caratterizzato da una contraddizione che non può essere ignorata: da una parte il Governo rivendica maggiori investimenti, nuove assunzioni, concorsi annuali e valorizzazione del personale; dall’altra, la Manovra 2027 contiene una previsione di riduzione di migliaia di posti tra docenti e ATA. L’annuncio del ministro sulla volontà di cancellare i tagli rappresenta un’apertura, ma il personale scolastico ha bisogno di certezze e non soltanto di dichiarazioni.
Per il SAB, la priorità deve essere la tutela dell’occupazione e il rafforzamento degli organici. La diminuzione della popolazione scolastica non può diventare automaticamente una giustificazione per ridurre il personale: può e deve essere un’occasione per migliorare la qualità dell’insegnamento, ridurre il numero degli alunni per classe, rafforzare l’inclusione, garantire una maggiore attenzione agli studenti e assicurare alle segreterie e ai plessi scolastici risorse umane adeguate. Allo stesso modo, il rinnovo contrattuale deve tradursi in un riconoscimento concreto delle responsabilità e del lavoro svolto quotidianamente da docenti e ATA.
La partita sulla Manovra è ancora aperta. Il SAB continuerà a seguire l’iter parlamentare e il confronto contrattuale, sostenendo la necessità di investimenti reali, stabilità lavorativa, organici adeguati e condizioni di lavoro dignitose per tutto il personale della scuola.